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11/14/2010

Commenti

Massimo

Al dilà della situazione particolare io credo che in un "precario" si generi un senso di frustrazione non solo perché non ha la certezza di avere il proprio contratto rinnovato - diritto del datore di lavoro in base alle prestazioni - ma anche perché non sta costruendo il suo futuro in termini di assistenza sanitaria, pensione e quant'altro manca dai contratti a termine. Questo, credo, è il cuore del problema del precariato. Se ti allontanano dal posto o non ti rinnovano il contratto resti con il sedere perterra e non hai costruito nulla (a parte l'esperienza ovviamente). E dietro a tutto questo c'è anche la diffusa volontà dei datori di lavoro di risparmiare.

Lucio

Ovviamente non conosco tutti i fatti e risvolti quindi sull'avvenimento specifico non do giudizi.
Ma ho l'impressione, da appartenente al "popolo della partita IVA" come sono io, senza alcun contratto, senza garanzie e in balia di un mercato senza regole, che certe volte la parola "precariato" venga usata da alcuni lavoratori per nascondere un'inadeguatezza della propria professionalità.
A mio parere se non sei adatto al ruolo che desideri o per cui hai studiato, o forse per quel ruolo i posti sono molto meno dei candidati, forse dovresti prenderne coscienza, invece di ostinarti per un diritto difficile da riscuotere.

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